La basilica di Santa Anastasia

Basilica Santa Anastasia di VeronaLa bellissima basilica di Santa Anastasia, la più grande di Verona, sorge adiacente alla riva dell’Adige, nel punto in cui termina il decumano massimo, ed è in realtà dedicata a San Pietro martire: in origine sul sito sorgevano due chiese, una delle quali era dedicata a Sant’Anastasia, da cui deriva la denominazione attuale.

La basilica è costruita interamente in cotto e in puro stile gotico, ma non si conosce con esattezza il nome dell’architetto che l’ha progettata. Lunghissima fu la sua edificazione e altrettanto lungo il tempo che ci volle per il completamento e l’abbellimento, fino alla sua consacrazione nell’ottobre del 1471.

Santa Anastasia fu la principale chiesa degli Scaligeri i cui palazzi sorgevano nelle immediate vicinanze, e notevoli furono le donazioni da parte dei Signori di Verona, tra cui anche alcuni lasciti testamentari da parte di Cangrande e Cansignorio,  che contribuirono all’avanzamento dei lavori.

Vari contributi arrivarono anche da parte delle famiglie al servizio degli Scaligeri, delle quali troviamo all’interno della chiesa le cappelle monumentali: i Pellegrini, i Serego o i Cavalli.

La bellissima tela della Madonna dell’Umiltà, opera di Lorenzo Veneziano dipinta intorno al 1372, attualmente nella cappella Pellegrini, è un quadro devozionale degli Scaligeri dove compare Cangrande II e sua moglie.

Molti i richiami che i monaci hanno lasciato anche sul bellissimo pavimento in marmo policromo del 1462, composto da magnifiche formelle di varie sagomature in bianco, rosso e nero, colori dell’Ordine dei  Domenicani, il cui simbolo è rappresentato nel rosone davanti all’altare maggiore.

Interessanti le due acquasantiere sorrette dai “gobbi” curiosamente costruite a distanza di un secolo una dall’altra, la prima opera di Gabriele Caliari, padre di Paolo Veronese nel 1495 e la seconda di Paolo Orefice, collocata nel 1591.

San Giorgio e la principessa di PisanelloMa il dipinto più famoso di Santa Anastasia è l’affrescco di Pisanello, recentemente ricollocato nella sua posizione originale sopra l’arco della cappella Pellegrini a destra dell’altare maggiore. L’opera dal gusto raffinato e fiabesco del tardo trecento/primo quattrocento fa di Verona uno dei centri italiani più importanti per la pittura gotica. Pisanello, veronese per parte di madre racconta per conto della famiglia Pellegrini l’impresa di San Giorgio nel momento in cui il santo sta partendo per andare ad uccidere il drago, cui era destinata in pasto la figlia del re. In primo piano la bellissima principessa immersa in un’atmosfera sognante e fiabesca, tipica del mito cavalleresco. Sullo sfondo una bellissima città gotica e l’inquietante scena dei due impiccati, mentre completano il quadro un nano, guerrieri orientali, cani e cavalli, con grande cura per gli aspetti naturalistici, la cui simbologia non è ancora chiara.

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