Verona e le sue chiese: la Basilica di San Zeno

La Basilica di San Zeno: un raffinato monumento, in perfetto stile romanico.

La Basilica di San Zeno

La Basilica di San Zeno

Sul luogo che oggi ospita la Basilica di San Zeno una prima chiesa fu edificata subito dopo la morte del santo vescovo, avvenuta tra il 372 e il 380: era stata fondata in quello che fu il primo cimitero cristiano di Verona, vicino alla chiesa di San Procolo. Un luogo abbandonato, al tempo al di fuori della città.

Fu rinnovata poi nel VI secolo, divenendo nel 589 il luogo di uno dei più celebri miracoli del santo: durante le celebrazioni nella ricorrenza della morte di San Zeno, mentre la basilica era gremita di fedeli, il livello dell’Adige salì tanto da raggiungere il tetto della chiesa. Nonostante le porte fossero aperte però, l’acqua non entrò nella chiesa e si fermò sulla soglia, permettendo comunque ai fedeli di dissetarsi.

San Zeno

San Zeno

La chiesa di allora non esiste più: quella che i turisti ammirano oggi è quella del X-XI secolo e in seguito, soprattutto nel XII secolo, seguirono vari interventi, fra cui la meravigliosa facciata in marmo rosa di Verona, divisa da pilastri verticali di diversa altezza corrispondenti alle navate interne e da sottili lesene, che la disegnano con eleganza.

La facciata della basilica di San Zeno è dominata dal rosone che ha la struttura di una ruota a dodici raggi, formata da coppie di colonnette esagonali. La sua simbologia non è ancora del tutto spiegata, ma sembra che sia legato all’allegoria della fortuna, con sei personaggi in diverse posizioni scolpiti nella condizione instabile di chi sale o scende, a seconda del caso.

L’adiacente abbazia benedettina fu nel medioevo un importante centro di potere e ospitò imperatori, re e principi: vi erano chiostri, giardini, orti, foresterie e stanze per i monaci.

Andrea Mantegna - trittico

Andrea Mantegna – trittico

La Basilica di San Zeno è ricca di capolavori: il portale in bronzo con 48 formelle a bassorilievi è un raro esempio di scultura romanica; il grandioso interno che conserva intatte le strutture romaniche ed alcuni affreschi, tranne che per il soffitto che è gotico; le 49 colonne della cripta con capitelli tutti diversi, dove riposano le spoglie di San Zeno; la pittoresca statua del santo moro, denominata dai veronesi “San Zen che ride”, col suo enigmatico sorriso. Infine sull’altare maggiore della basilica di San Zeno troneggia uno dei capolavori del quattrocento: il trittico di Andrea Mantegna che riporta la data del 1456.

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